venerdì, 24 marzo 2006
La cultura della pluralità:
 
Jay Pattisal
 
Le audience sono più piccole, più frazionate, più difficili da definire e più facilmente distratte dalla presenza di diverse scelte. Così come il marketing ed i mezzi di comunicazione professionali, siamo passati dall’essere una audience passiva di unità ad un’altra interattiva fatta di pluralità. La tecnologia, i nuovi media, Internet e la proliferazione di scelte hanno diviso il principio unificatore dell’Americanismo in molteplici, frammentate subculture organizzate da interessi, ideologie, preferenze e gusti. Una svolta dalla frase latina “ E Pluribus Unum” a “ E Una Pluribu” ( da “ Da molti a uno” e “ da uno a molti”) potrebbe descrivere in maniera adeguata la società di oggi. Siamo diventati una Cultura della Pluralità.”
 

Qui trovate l’articolo completo di Jay Pattisal.

postato da: pallocchetta alle ore 09:24 | Permalink | commenti (3)
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venerdì, 24 marzo 2006
Se volete sapere come sviluppare correttamente un messaggio attraverso schemi, regole e consigli, allora dovete assolutamente leggere questo file in pdf.
postato da: pallocchetta alle ore 09:09 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, 24 marzo 2006

Una simpatica campagna organizzata dalla Saatchi & Saatchi ( Sao Paulo) per la gioielleria Natan.

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lunedì, 13 marzo 2006
Alfabeto del business writing:
 
Dal sito http://www.ktvehi.com/, vi riporto, in sintesi, un interessante articolo di Alessandro Lucchini in cui si parla degli strumenti e delle tecniche per scrivere meglio.
 
Allenamento: scrivere almeno una riga tutti i giorni.
Business writing: scrivere in maniera semplice ed efficace.
Creatività: alimentarla ogni giorno con vari esercizi.
Dizionario: lo strumento d’avere sempre sotto mano.
E-writing: scrivere per internet è un mezzo efficace per eliminare quei difetti quali ad esempio la prolissità.
Fasi della scrittura: Progettazione-redazione-revisione
Governo: mantenere una certa coerenza tra lo stile di scrittura e l’identià che l’impresa si è data.
High touch: riscoprire il valore delle emozioni.
Imitare: seguire le orme dei grandi maestri.
Jeans: scoprire le tecniche americane dirette ed efficaci ed implementarle con la creatività tipica italiana.
Kiss: Keep It Simple for the Stupid. Anche il lettore meno arguto deve “arrivare” immediatamente al messaggio.
Leggere: scrittura e lettura devono andare di pari passo.
Molteplicità: attitudine a far interagire e convivere tra loro diversi stili.
Nuovo! : sperimentare e scoprire strade non ancora battute.
Osare: correre qualche rischio, uscire dagli schemi.
Parlare: confrontare le proprie con le altrui idee.
Questioning: porre delle domande al lettore aiuta a catalizzarne l’attenzione.
Retorica: più “moderna” di quella classica greca, fatta di brochure, mail, lettere e volantini.
“Thinking on paper” : Usare carta e penna per chiarire se stessi davanti al lettore.
Umanesimo: emancipazione dell’ego dell’uomo in ogni sua sfaccettatura.
Varatio: frasi concise e chiare da alternare a frasi più lunghe e leggermente più complesse per creare una variazione di ritmo e stile.
Wonder: Chi sa meravigliare sa farsi conoscere e apprezzare.
X : simbolo dell’errore che non deve scoraggiare, ma spronare. (questo me lo metto bene nella zucca!)
You Style: Scrivere dando del “TU” aiuta il messaggio ad essere più incisivo e coinvolgente.
Zibaldone: “Non suoneranno, queste righe, come uno zibaldone, una raccolta di buoni pensieri sullo scrivere? Il loro auspicio è un altro: invogliare a scrivere, senza pensare troppo alle regole. Nella scrittura le regole s’imparano dopo averle applicate. E solo con fatica propria.”
 
Per leggere l’articolo per intero clicca sul link  http://www.ktvehi.com/articolo.asp?id=129
postato da: pallocchetta alle ore 16:45 | Permalink | commenti (5)
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lunedì, 06 marzo 2006
Dal libro “Casi di Marketing” a cura di Alberto Mattiacci, riporto il paragrafo 5.4
 
“Analisi della pubblicità per i settori più importanti”
 
Le pubblicità dei profumi sono quelle più “artistiche”,quelle che generano le sensazioni più intense;
  • Presenza di fotomodelle o fotomodelli, spesso in atteggiamenti sensuali;
  • La qualità della fotografia è molto elevata, al fine di trasferire una forte emozione;
  • Assenza del testo: praticamente è impossibile trovare pubblicità di profumi con del testo;
  • Immagine piccola del prodotto, in basso sulla destra;
  • Logo e pay off in inglese (non sempre presente) a caratteri piccoli (2 o 3 mm)
 
 
Le pubblicità di creme di bellezza presentano invece le seguenti caratteristiche:
  • Logo ben evidenziato;
  • Vi è di solito una headline a caratteri medi;
  • Zoom sulla zone del viso o del corpo sulla quale il prodotto è applicato,
  • Molto testo scritto, dal 40 al 60% (…) ;
  • E’ sempre presente il prodotto (…)
 
 
Nei prossimi giorni riporterò anche le informazioni per quanto riguarda i settori: automotive, oggetti preziosi, food e finanziario/credito.
postato da: pallocchetta alle ore 16:31 | Permalink | commenti (3)
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venerdì, 03 marzo 2006
Esercizi per copywriter.
 
Quelli che seguono sono alcuni degli esercizi che i più famosi copywriter hanno assegnato ai neofiti di questo mestiere, per valutare le loro capacità. Ne inserisco alcuni all’interno di questo blog perché, una volta sviluppati, possono essere inseriti nel book da presentare nelle agenzie al momento del colloquio. La prossima settimana cercherò anche di spiegare come realizzare questo book, (anche se forse non sono la persona più adatta) che ho capito come confezionare soprattutto grazie a Francesca Benvenuto e a Marco Fossati.
Ecco dunque alcuni degli esercizi di cui vi parlavo.
 
 
  • Un nuovo finale per il proprio libro preferito: riscriverne le ultime quaranta righe in stile

           -romantico;

          -horror;

       -thriller.

 

( se il proprio libro preferito è già romantico, horror, thriller, sostituire a quello stile la fantascienza)

 

N.B. Questo è un tipo di esercitazione che si rifà direttamente agli esercizi di Queneau à DA LEGGERE ASSOLUTAMENTE!
 
 
  • Un romanzo in tre righe. Esercizio da ripetere per tre romanzi, preferibilmente conosciuti all’intervistatore.
 
  • Una recensione cinematografica in tre righe. Esercizio da ripetere per tre film, preferibilmente conosciuti all’intervistatore.
 
  • (Esercizio di onestà). Scegliere a caso venti vocaboli in un dizionario e costruirvi in venti minuti un racconto di venti righe.
 
  • Una compagnia telefonica si affaccia sul mercato delle comunicazioni mobili. Non può offrire tariffe più basse né servizi più evoluti;ipotizzare – in non più di dieci righe – una strategia pubblicitaria.
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venerdì, 03 marzo 2006

La scritta recita “ Uno Tsunami che non possiamo fermare”

 

 Bellissima idea.

postato da: pallocchetta alle ore 08:47 | Permalink | commenti (1)
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martedì, 28 febbraio 2006

Sanremo

E' iniziato il Festival e come tutti gli anni lo seguo in base ai testi che leggo il giorno prima, o addirittura il giorno stesso, sui giornali. Ieri l'ho visto quasi esclusivamente per Povia, quello che cantava "Quando i bambini fanno ohhhh", tormentone dello scorso anno.

Con il suo stile semplice, diretto, a volte persino naif ha scritto una canzone il cui testo mi ha fatto piangere. Sono sensibile lo so, ma queste parole le trovo belle. Belle davvero.

Vorrei avere il becco

Vorrei avere il becco
Per accontentarmi delle briciole
Concentrato e molto attento
Si, ma con la testa fra le nuvole
Capire i sentimenti quando nascono e quando muoiono
Perciò vorrei avere i sensi per sentire il pericolo
Se tutti quanti lo sanno ma hanno paura che l'amore è un inganno
Oh, ce l'ha fatta mia nonna per 50 anni con mio nonno in campagna
Più o meno come fa un piccione
Lo so che e brutto il paragone
Però vivrei con l'emozione
Di dare fiducia a chi mi tira il pane
Più o meno come fa un piccione l'amore sopra il cornicione
Ti starei vicino nei momenti di crisi
E lontano quando me lo chiedi
Dimmi che ci credi e che ti fidi
Un giorno avevo il vento che mi accompagnava su una tegola
A volte sono solo e mi spavento, cosa ci fanno due piccioni in una favola?
Se tutti quanti lo sanno ma hanno paura che l'amore è un inganno
Oh, me l'ha detto mia nonna
”Lo sai quante volte non pensavo a tuo nonno??”
Più o meno come fa un piccione
E mica come le persone che a causa dei particolari
Mandano per aria sogni e grandi amori
Camminerò come un piccione a piedi nudi sull'asfalto
Chi guida crede che mi mette sotto
Ma io con un salto all'ultimo momento
Volerò non troppo in alto
Perché il segreto è volare basso
E un piccione vola basso
Ma è per questo che ti fa un dispetto
Ma è per questo che anche io non lo sopporto
Noi però alla fine resteremo insieme
Più o meno come fa un piccione
L'amore sopra il cornicione
Ti starò vicino nei momenti di crisi
E lontano quando me lo chiedi
Dimmi che ci credi
Ci sveglieremo la mattina, due cuori sotto una campana

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martedì, 28 febbraio 2006
McDonalds si apre alla discussione.
 
La più famosa catena di fast food fondata dai fratelli McDonald nel 1937, sempre attenta ai nuovi sviluppi e prospettive del marketing, ha aperto un blog, l’Open for Discussion, sul tema della RESPONSABILITA’ SOCIALE. Spesso contestato dai no global, dai medici e dai nutrizionisti*, MacDonald’s ha deciso di porsi sullo stesso piano dei consumatori lanciando questa nuova iniziativa che permette, attraverso una grafica semplice ed essenziale (forse fin troppo) di ascoltare il consumer e di informarlo circa l’etica che l’azienda ha scelto di perseguire. Si parla di Corporate Social Responsability per indicare l’insieme di azioni che consentono per l’appunto il dialogo ed il confronto. L’Open For Discussion, gestito da Bob Langert, Senior Director per la Corporate Social Responsibility della catena, è facilmente navigabile e segue una politica di mercato low profile, meno aggressiva se paragonata al bombardamento pubblicitario sulla quale l’azienda si è basata in questi ultimi anni. Lo scopo del blog è : “Get personal perspectives on the issues, meet the people behind the programs, and hear open assessments of the challenges we face” ,anche se le proposte di Langert non hanno, almeno per ora, un feddback che si possa ritenere soddisfacente.
 
 
 
Note:
* C’è stato persino chi ha sostenuto che fosse indispensabile aggiungere al packaging dei prodotti della catena la scritta « nuoce gravamente alla salute » proprio come si legge anche sui pacchetti delle sigarette.
 
 
Fonte http://www.mymarketing.net
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lunedì, 27 febbraio 2006


Nel 1982, nel centro di Milano, fu affisso un manifesto. Sono passati più di vent'anni ma credo che, per quelli che come me si vogliono cimentare nella professione di copywriter, niente sia più attuale dei concetti in esso racchiusi.

Cerchiamo un vero Copywriter
 
Questa è una grossa occasione per qualcuno di molto speciale.
Qualcuno che capisca davvero cosa vuol dire
lavorare professionalmente in pubblicità.

Abbiamo parecchio da offrire.
Ma abbiamo esigenze precise e severe.
 

Nel 1982, nel centro di Milano, fu affisso un manifesto. Sono passati più di vent'anni ma credo che, per quelli che come me si vogliono cimentare nella professione di copywriter, niente sia più attuale dei concetti in esso racchiusi.
Che cosa chiediamo
Per noi un copywriter non è un giocatore di parole o un inventore di fantasie gratuite.
È qualcuno che sa scrivere molto bene in italiano. Un italiano chiaro, semplice, vivo; mai manieristico o inutilmente goliardico.
Come tutti coloro che hanno vere capacità creative, è un pignolo. Prima di metter mano a una campagna vuol sapere tutto sul mercato, sul prodotto, sul consumatore.
Nella realizzazione, cura minuziosamente tutti i dettagli.
Ama parlare con la gente, verificarsi direttamente con il pubblico. Diffida delle ricerche se sono troppo schematiche, troppo astratte o troppo astruse.
Crede nel nostro mestiere, lo prende sul serio, si impegna a fondo. Si diverte a farlo bene.
È malato di inguaribile curiosità. Vuol sapere che cosa c’è di nuovo nella testa della gente.
Difende con chiarezza le sue idee, ma sa anche ascoltare. Sa che nel nostro lavoro chi smette di imparare diventa presto inutile.
È un buon compagno di lavoro. Rispetta i suoi colleghi in tutti i reparti dell’agenzia e si fa rispettare da loro.
Sorride spesso. Riesce a mantenere il buonumore anche quando un regista sbaglia una ripresa o un cliente rifiuta una proposta.
Non si accontenta mai della mediocrità.
 
Che cosa offriamo
Ciò che offriamo è l’occasione di lavorare in un’agenzia brava e seria che basa il suo successo esclusivamente sulle sue capacità professionali.
Un’agenzia aperta, pulita, senza giochi di corridoio e senza inutili burocrazie.
Un’agenzia in rapida crescita. Chi entra oggi sarà domani uno dei “fondatori”, uno del nucleo centrale.
Farà ancora in tempo a vivere l’esperienza faticosa e stimolante degli inizi.
Sarà a stretto contatto con tutti, dal fattorino al presidente.
Si troverà in un gruppo di professionisti di prim’ordine, e in un sistema internazionale fra i più forti, dinamici e avanzati del mondo.
Lavorerà per clienti importanti, esigenti e qualificati. Clienti che lo costringeranno ad approfondire, a verificare; e poi gli metteranno a disposizione grossi investimenti perché le sue campagne abbiano il respiro che meritano.
Lavorerà fra persone simpatiche, oneste, intelligenti, unite dall’entusiasmo del successo.
Lavorerà molto. Ma raramente il sabato, la domenica o la sera tardi.
Riceverà anche un gradevole stipendio, in relazione alla sua capacita ed esperienza, con possibilità di crescere. Ma non sarà l’immediato guadagno il suo motivo principale per venire da noi.
Una persona con il talento che cerchiamo ha probabilmente la possibilità di guadagnare di più altrove, magari sacrificando qualcosa della sua professionalità.
Cerchiamo un vero professionista: uno che sta bene solo in mezzo ai suoi simili.
 
Aspettiamo una lettera
Chi e interessato e crede di avere tutte le qualità che cerchiamo, per favore non ci telefoni. Ci scriva. La “lettera di vendita” che riceveremo sarà il primo strumento di scelta.
 
Nota:
Abbiamo detto “un” copywriter; ma se ne troviamo due, tanto meglio.
Abbiamo detto “un” copywriter, ma naturalmente se è “una” non fa alcuna differenza.
Abbiamo detto un “copywriter”, ma ci interessa anche un art director se ha capacità concettuali (non solo grafiche) e se corrisponde al profilo che abbiamo descritto.
Non abbiamo precisato il livello di esperienza. È intenzionale. Ci può interessare sia una persona di alto livello, sia chi ha esperienza più breve, purché sia della specie giusta.
 
 
Seguivano il nome dell’agenzia
(che si chiamava Livraghi, Ogilvy & Mather)
l’indirizzo e un elenco dei clienti.
 
 
 Fonte http://www.gandalf.it/m/copywrit.htm
postato da: pallocchetta alle ore 09:40 | Permalink | commenti (1)
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